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22.07.2010 - Il candidato Vendola PDF Stampa E-mail
Scritto da Saverio Luzzi   
Giovedì 22 Luglio 2010 07:56
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Nichi Vendola vuole candidarsi come leader dei progressisti alle prossime elezioni. Questo, come è ovvio, desta le reazioni più varie. Leggevo sul sito de “Il Fatto quotidiano” che Antonio Di Pietro ha palesato forte scetticismo (è un eufemismo) sulle intenzioni politiche del Presidente della Regione Puglia (1). Anche Di Pietro aspira a guidare il centro-sinistra e Vendola in questo senso per lui rappresenta un ostacolo (la stessa cosa vale ovviamente a parti invertite). È umano e comprensibile che tutti gli esponenti più in vista del fronte progressista ambiscano a esserne i candidati, per cui sarebbe ingiusto criticarli da questo punto di vista. Qualche riflessione però la si deve fare.
Di Pietro (che chi scrive reputa persona rispettabile, ma politicamente meno gradita rispetto a Vendola) ha una qualche ragione quando dice che il Presidente della Regione Puglia dovrebbe pensare un po’ di più ai suoi territori. Insomma, se io vivessi in Puglia mi dispiacerebbe vedere che il Presidente della mia Regione è molto preso dalle vicende romane e un po’ meno impegnato su quelle locali. Certo, Vendola alla guida del Governo nazionale sarebbe un elemento positivo anche per la Puglia, ma i bisogni dell’oggi non si risolvono con l’aleatorietà del domani. Con questo non dico che Vendola non debba coltivare propositi “nazionali”, ma solo che non si può essere uni e bini: anche mettendocisi con il massimo impegno (cosa che di certo Vendola fa), se uno pensa a Roma non può pensare più di tanto a Bari, e viceversa.
Nello stesso articolo citato prima, si riporta una dichiarazione di Vendola: “Berlusconi ha berlusconizzato la nostra società e adesso comincia ad esserne vittima. Lo batterò perché è troppo vecchio”. La prima frase e la seconda stridono. Che Berlusconi abbia plasmato con il suo paradigma (dis)valoriale la società italiana è incontestabile, e Vendola (come me, nel mio piccolo) vede tale evento come una iattura. Dire però che si sconfiggerà Berlusconi perché “è troppo vecchio” significa che il berlusconismo ci ha contagiato. Una sinistra che vuol essere tale non giudica gli uomini in base alla loro età, ma in base ai loro programmi e alle loro azioni. Affermare certe cose significa mettersi sul medesimo piano dello stesso Berlusconi quando critica la Bindi in quanto non la reputa avvenente. Vendola è più giovane di Berlusconi, ma questo non è un merito: trattasi solo di circostanza, cosa che nulla ha a che fare con la politica. Anche Vendola un giorno sarà vecchio, e non credo che quando ciò avverrà lui sarebbe contento di sentirsi dire frasi come quelle da lui pronunciate. C’è molto, direi persino troppo, da criticare nella politica e nel modo di vivere di Berlusconi: ci si attenga a quello.
Su “il manifesto”, Ida Dominijanni tesse lodi sperticate di Vendola, chiamandolo affettuosamente per nome. Tutto legittimo, ma l’articolo mi pare troppo acritico. In conclusione, Dominijanni scrive:

“Per fermare la valanga Vendola c'è solo una contromossa possibile, una riforma proporzionalista della legge elettorale che elimini le primarie di coalizione, spersonalizzi la competizione, depotenzi il carisma, disinneschi il duello diretto fra lo sfidante e «l'uomo politico più vecchio che c'è in Occidente». Non per caso la riforma elettorale è balzata da ieri al primo posto delle urgenze di Bersani. Intanto però «il desiderio che spiazza i benpensanti di destra, di centro e di sinistra», come lo chiama Nichi, si è messo in movimento. E si sa che il desiderio, quando parte, può arrivare dove vuole”.

Ora, che il Pd sia un partito criticabile mi pare perfino un’ovvietà, ma che Bersani sia diventato proporzionalista per fermare l’ascesa di Vendola mi pare da dimostrare. Fin qui, però, passi: Bersani è, come tutti, liberissimo di diventare quel che vuole e Dominijanni è altrettanto libera di analizzarne le mosse come meglio crede. Quello che non si spiega è per quale motivo oggi chi si dice di sinistra dovrebbe smetterla di ritenere il sistema proporzionale il più giusto ed equo e diventare di colpo un fan del maggioritario (o di non so quale altro sistema elettorale). Se la ragione sta nel fatto che in questo modo si potrebbe (il condizionale è d’obbligo, di illusi sono piene le tombe) sconfiggere Berlusconi, non mi pare il caso di starci: i sistemi elettorali non si scelgono in base alle convenienze, ma in base alla loro democraticità. Pensare il contrario significa legittimare la celebre porcata di Roberto Calderoli, e non mi pare cosa di cui ci si possa vantare.
Ancora: siamo sicuri che Vendola sia il migliore dei candidati possibili? Il leader di Sel ha governato molto bene la regione Puglia durante il suo primo mandato, e molte sue idee vanno elogiate. Tuttavia, se Raffaele Fitto (che, sia detto con tutto il rispetto, non è propriamente una volpe della politica) non si fosse opposto all’accordo che Berlusconi aveva raggiunto con Adriana Poli Bortone per candidare l’ex Sindaca di Lecce alla guida della Regione Puglia, oggi a Bari governerebbe la destra. E siamo sicuri che Vendola sia estraneo alla debacle della sinistra italiana, ormai non rappresentata né a Roma, né a Bruxelles? Vendola era, assieme a Franco Giordano, il delfino di Bertinotti nel 2008 (quando “La Sinistra – L’Arcobaleno” portò la galassia a sinistra del Pd a perdere quasi i due terzi dei propri consensi) ed è stato il padre della scissione realizzatasi a Chianciano subito dopo. Quindi i suoi gravi errori (e anche lo scissionismo lo è, la sinistra deve imparare a mettere da parte le ripicche da bottegai) li ha commessi.
No a Vendola dunque? Tutt’altro: i rancori da bottegai, come appena detto, vanno messi da parte. Ben venga il leader di Sel, ma nessuno (lui per primo) pensi che Vendola sia l’uomo della provvidenza. Berlusconi ha molto più consenso di quanto gli elettori di sinistra non sperino, e questo è il primo elemento da tenere in considerazione. Se poi ci si affida agli uomini della provvidenza, si scende sul terreno dello stesso Berlusconi, con conseguenze fin troppo facili da immaginare.
Non so se esistano uomini migliori di Vendola per la sinistra italiana. Sono però convinto che esistano logiche migliori rispetto a quelle che stanno emergendo. Certo, si dirà che fino a quando le segreterie di partito sono composte come quelle di oggi, forse è bene preferire il plebiscitarismo delle primarie. Però a cosa porta tutto questo? Ad appiattirsi sul paradigma (dis)valoriale dell’avversario, a ricalcare (di certo in modo involontario, ma questo poco conta) certi suoi schemi. E questo non è un bene.



NOTE
(1): Cfr. Wanda Marra, Di Pietro attacca: “Vendola pensi alla Puglia”, in http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/di-pietro-all%E2%80%99attacco-%E2%80%9Cvendola-pensi-alla-puglia%E2%80%9D/41971/
(2): Cfr. Ida Dominijanni, “Il desiderio che spiazza i benpensanti”, in http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2010/mese/07/articolo/3105/

 

Commenti  

 
0 #1 Rob 2010-07-23 12:28
sottoscrivo in toto. Aggiungo solo che "l'uomo nuovo" Vendola staziona ormai da vent'anni ai vertici della sinistra italiana. Si scisso e rescisso più volte, più che unire tende a dividersi. La storia di rifondazione, comunisti italiani e compagnia bella potrebbe essere portata nei libri di storia come esembio di suicidio per fini egoistici più emblematico della politica italiana.

Posso essere franco? ecco vendola vale un alluce sinistro di Berlinguer, se deve essere l'uomo della svolta prevedo altri 50 di berlusconi, anche da impagliato non può perdere.
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0 #2 Angelo Tino 2010-08-01 10:21
La "personalizzazione" della politica è oggi fatto evidente, anche se - diciamocela tutta - per nulla nuovo. Ciò dà spazio a competizioni elettorali in cui la figura del "leader" assume importanza per nulla trascurabile. Elemento negativo? Probabile. In ogni caso, nell'ambito dell'attuale sinistra italiana, Vendola si presenta come la personalità di maggior spicco e interesse. Il suo modo di parlare e di comunicare arriva a chi ascolta, riesce a trascinare ed a stimolare tratti di un entusiasmo oramai sopito nell'odierno "pubblico dei cittadini". Questo - perdonate il cinismo - al di là dei contenuti concreti. Il centro-sinistra vuole competere con Berlusconi nel prossimo futuro? Necessita di una persona che abbia carisma. Vendola non è gradito? Alternative dello stesso livello?
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